Il quadro di Gesù Misericordioso non è solo un’opera d’arte, ma un vaso attraverso il quale, come promesso da Gesù a Santa Faustina, le anime possono attingere le grazie dalla sorgente della Misericordia.

Quadro di Gesù Misericordioso originale Vilnius

La Storia: Dal Diario alla Tela

La realizzazione dell’opera a Vilnius
Il processo di pittura durò circa sei mesi. Faustina visitava lo studio del pittore una o due volte a settimana per dare indicazioni precise su ogni dettaglio: la posizione delle mani, la direzione dello sguardo e la sfumatura dei raggi. Tuttavia, mano a mano che l’opera prendeva forma, la Santa cadeva in uno stato di profonda tristezza. Sentiva che i colori e il pennello non potevano minimamente rendere la bellezza divina che lei aveva contemplato nelle visioni.

Nel suo Diario, Faustina racconta di essere scoppiata in un pianto dirotto, lamentandosi con il Signore: “Chi Ti potrà dipingere così bello come sei?”. Gesù le rispose con dolcezza, spiegandole che il valore dell’immagine non risiede nella bellezza dell’arte o del colore, ma nella Sua grazia che agisce attraverso di essa.

Le Correzioni e i Dettagli
Il lavoro fu meticoloso. Don Sopoćko stesso posò indossando un camice per aiutare Kazimirowski a riprodurre correttamente le pieghe della veste e il movimento del braccio. Ci furono continue correzioni, specialmente sul volto e sullo sguardo. Gesù aveva chiesto che lo sguardo fosse “tale e quale al Mio sguardo sulla croce”, ovvero rivolto verso il basso, con un’espressione di misericordia infinita e non di giudizio.

Il Risultato Finale
Nonostante Faustina non fosse pienamente soddisfatta del risultato estetico, obbedì al volere divino. Il quadro fu terminato nel giugno del 1934 e rimase inizialmente nel corridoio del convento delle Suore Bernardine, prima di essere esposto per la prima volta alla Porta dell’Aurora nel 1935. È proprio questa “imperfezione” umana, confrontata con la visione celeste, che rende il quadro di Vilnius una reliquia spirituale unica: il tentativo più vicino possibile, seppur limitato, di catturare l’essenza dell’Amore Divino.

“Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime; essa deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere.” (Diario, 742)

Le Richieste di Gesù e le Promesse per chi venera l’Immagine

La richiesta di Gesù di dipingere questa immagine non aveva un fine puramente artistico, ma rappresentava la volontà divina di offrire all’umanità un canale concreto di grazia. Nel suo Diario, Santa Faustina riporta le parole esatte del Salvatore:“Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te”.Questa iscrizione non è un elemento opzionale, ma costituisce il fondamento del culto, poiché la fiducia è il “vaso” necessario per attingere alla Sua infinita Misericordia. Gesù ha chiesto esplicitamente che l’immagine fosse venerata in tutto il mondo, a partire dalla propria cappella fino ad ogni angolo della terra, promettendo che l’anima che onorerà questa immagine non perirà.

Le promesse legate a questa devozione sono immense e toccano i momenti più critici dell’esistenza umana. Gesù ha assicurato la vittoria sui nemici già su questa terra, ma soprattutto una protezione speciale nell’ora della morte: “Io stesso la difenderò come Mia gloria” (Diario, 48). Inoltre, l’immagine funge da promemoria costante per operare con misericordia verso il prossimo, poiché Gesù sottolineò che anche la fede più forte è vana senza le opere. La venerazione dell’immagine è dunque un atto di affidamento totale che garantisce la pace nelle famiglie e la protezione divina nelle avversità. Come spiegato anche da esperti del culto come don Mariusz Marszałek, l’immagine originale di Vilnius, realizzata sotto la guida della Santa, conserva dettagli teologici precisi — come lo sfondo scuro da cui emerge la luce di Cristo — che servono a focalizzare l’anima sulla speranza della Resurrezione e sul perdono dei peccati. Venerare questa immagine significa, in ultima analisi, accettare l’invito di Gesù a rifugiarsi nel Suo Cuore trafitto, sorgente inesauribile di vita e santità.

Il Significato Spirituale: I Simboli della Grazia

Ogni dettaglio dell’immagine è stato dettato da Gesù stesso e possiede un preciso significato teologico:

I Due Raggi
I raggi che scaturiscono dal cuore trafitto, non visibile ma sorgente della luce, rappresentano i Sacramenti:

  • Raggio Rosso: Simboleggia il Sangue, che è la vita delle anime. Si riferisce all’Eucaristia.
  • Raggio Pallido: Simboleggia l’Acqua, che giustifica le anime. Si riferisce al Battesimo e alla Confessione.

La Mano e il Passo

  • La Mano Destra: È alzata in segno di benedizione, come nell’apparizione nel Cenacolo dopo la Resurrezione.
  • Il Movimento: Gesù non è statico; sembra camminare verso l’osservatore. È il Dio che cerca l’uomo.

Lo Sguardo e il Volto

L’Espressione: È mite e misericordiosa. Gesù disse a Faustina: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo sulla croce” (Diario, 326). È uno sguardo di perdono, non di giudizio.

L’Iscrizione: “Gesù, confido in Te”

Gesù chiese esplicitamente che queste parole fossero scritte chiaramente. Esse rappresentano l’atteggiamento fondamentale del cristiano: l’abbandono totale alla volontà di Dio.

Curiosità: Il Volto e la Sindone

Negativo fotografico della Sacra Sindone, scattato da Secondo Pia (Torino, 1898).

Studi scientifici hanno dimostrato che il volto di Gesù nel quadro di Kazimirowski coincide perfettamente con le proporzioni del volto sulla Sacra Sindone di Torino, confermando l’accuratezza della visione di Santa Faustina.

La “Versione Polacca”: Il quadro di Gesù Misericordioso di Adolf Hyła

Quadro Gesù Misericordioso-Cracovia

Sebbene il quadro di Vilnius sia l’unico realizzato sotto la supervisione di Santa Faustina, l’immagine più conosciuta e diffusa nel mondo è quella dipinta da Adolf Hyła nel 1944, conservata nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.

Perché è la più famosa?

  • Ex-voto per la guerra: Hyła dipinse il quadro come ringraziamento per essere sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale. La sua diffusione massiccia è avvenuta proprio durante e dopo il conflitto, diventando un simbolo di speranza per la Polonia martoriata.
  • Chiusura del confine: Per decenni, Vilnius (dove si trovava l’originale) è rimasta dietro la “cortina di ferro” dell’Unione Sovietica, rendendo il quadro originale quasi inaccessibile. Cracovia, invece, divenne il centro mondiale del culto grazie anche all’impulso di San Giovanni Paolo II.

Le differenze con l’originale

  1. Lo sfondo: Spesso (nelle prime versioni) presentava un paesaggio o dei fiori, poi rimossi per ordine delle autorità ecclesiastiche per rendere lo sfondo scuro come richiesto da Gesù.
  2. Lo sguardo: Mentre nell’originale lo sguardo è rivolto verso il basso (come dalla Croce), nella versione polacca gli occhi di Gesù sono spesso rivolti direttamente verso lo spettatore.
  3. L’impatto artistico: Hyła utilizzò uno stile più devozionale e moderno che ha facilitato la riproduzione su santini e stampe in tutto il mondo.

Nota di fede: Sebbene non sia l’originale “storico”, la Chiesa riconosce l’immagine di Cracovia come un canale legittimo di grazia, poiché ciò che conta è l’invocazione “Gesù, confido in Te” e l’atteggiamento del cuore.

Documento Ufficiale della Santa Sede: “Per comprendere appieno la portata universale di questo messaggio, invitiamo alla lettura dell’Omelia di Canonizzazione di Santa Faustina, tenuta da San Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro il 30 aprile 2000.”